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14 Febbraio 2011

pubblicato 21 nov 2011, 00:43 da Circolo Deva   [ aggiornato in data 21 nov 2011, 00:45 ]

YOGA e CRISTIANESIMO                                                                                              

Qualcuno dice che lo yoga è yoga e basta. Che non può essere cristiano, buddista, o altro.

Lo yoga nasce, cresce e si sviluppa in India senza riferimenti religiosi specifici.

Lo yoga insegna delle tecniche, insegna una via,  dà indicazioni di tenuta morale del proprio comportamento. È la via, non unica, che porta al divino. Quell’Essere che da sempre è, unico che non ha inizio e non avrà fine.

Quell’Essere che permea la nostra esistenza in qualsiasi modo ci definiamo, cristiani o altro, credenti o meno.

Quell’Essere così saggio che ci lascia completa discrezione sulle scelte da fare: da quelle piccole a quelle più importanti.

Quell’Essere supremo cui ogni popolo della terra assegna un nome per distinguersi, per dare qualcosa di concreto cui riferirsi alla mente, così limitata che è incapace di comprendere l’infinito spazio, il tempo eterno. È quel punto di riferimento che àncora la nostra mente che altrimenti tenderebbe a vagare rischiando di disperdersi.

Questo Dio si manifesta, e si è manifestato, a noi sotto forme diverse, con nomi diversi, ma della sua unicità non si deve dubitare.

Conosciamo questo mondo, la terra, conosciamo la nostra galassia grazie a potenti telescopi ed a navicelle spaziali lanciate nel vuoto cosmico e che lanciano segnali sulla terra, ma la nostra conoscenza è molto limitata rispetto alle infinite galassie che costituiscono il mondo di Dio, la vera realtà.

A noi è concesso di avere, comunemente, alcune esperienze sensoriali, ma stiamo certi che non sono che la infinitesima parte della realtà suprema.

Lo yoga ci aiuta a comprendere questi limiti e ci dà validi strumenti per andare oltre le apparenze dei sensi, per andare oltre il velo di Maya, l’illusione cui siamo sottoposti.

Altri, invece, sostengono che lo yoga svia dalla religione, dalla fede in Cristo e, quindi, non può essere affiancato al cristianesimo e, in alcuni casi, che il cristiano rischi di perdersi praticando lo yoga.

Cristo è la porta che conduce a Dio, è il figlio  di Dio incarnatosi per portarci la buona novella. È colui che ci insegna a non giudicare, ad amare il prossimo, a non mentire.

Nel quotidiano come ci si comporta? La vita non è solo dolcezza, spensieratezza, gioia. Quando incontriamo dolori, tensioni, tristezze, quando la nostra pace e il nostro equilibrio sono turbati, come ci comportiamo?

Lo yoga e la fede ci aiutano proprio in questi momenti. Essi forniscono una infallibile ed efficace soluzione per tutte queste debolezze che sono proprie di uomini e donne in ogni tempo ed in ogni luogo.

Lo yoga insegna ad andare al di là di tutte le angosce e sofferenze. Giunge come una soluzione pratica, estremamente pratica, per aiutare l’uomo ad ergersi sopra i limiti insiti nella sua natura, a comprendere come padroneggiare la mente ed i sensi allo scopo di afferrare quale sia  la sua vera natura, ovvero arrivare a sentire come egli stesso sia una emanazione del Divino.

A immagine di Dio siamo stati creati, ma ce ne dimentichiamo facilmente.

Lo yoga ci aiuta a ricordarcelo, fornisce il legame perduto tra l’uomo e Dio, suo creatore.

Ecco allora perché si può parlare di yoga e cristianesimo senza sminuire i messaggi importanti, di evoluzione per l’uno e di salvezza per l’altro, che portano all’uomo.

Ecco perché sento che lo yoga fa parte del mio cammino di evoluzione spirituale.









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