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Visioni della morte e rinascita nell’india antica e contemporanea

pubblicato 7 feb 2021, 11:48 da Circolo Deva   [ aggiornato in data 10 mar 2021, 12:58 ]

Come le diverse culture possono aiutarci ad affrontare il nostro tempo.

28 febbraio 2021, 9:30-12:30
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“Come un bruco, giunto all’estremità di uno stelo erboso, compie un altro passo e si raccoglie, così questo Ātman, allontanandosi dal corpo e resolo inconscio, compie un altro passo e si raccoglie. Come una ricamatrice, presa la materia di un ricamo, tesse un’altra figura più nuova e più bella, così questo Ātman, allontanatosi dal corpo e resolo inconscio, foggia un’altra forma più nuova e più bella, quella di uno dei Mani o di un gandharva, o di un dio, o di Prajāpati o di Brahmā o di qualche altro essere. In verità è identico al Brahman questo Ātman, che è costituito di conoscenza, di pensiero, di respiro, di vista, di udito, che è sostanziato di terra, di acqua, di vento, di spazio etereo, di luce e di non luce, di passione e di non passione, di ira e di calma, di giustizia e di ingiustizia, che è costituito di ogni cosa.”

Bṛhad-āraṇyaka-upaniṣad – traduzione di  C. Della Casa


Un discorso sulla morte condotto a partire da quella peculiare concezione della natura umana che, in India, si articola intorno ai concetti fondamentali di karman e rinascita, con particolare attenzione alla ritualità e agli scenari post mortem descritti dai miti e dalla tradizione.

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